Riflessione sulla chiusura di Megaupload, Megavideo e Megaporn

Si chiude un'epoca.

Pure il più santo navigatore al mondo avrà scaricato qualcosa da Megaupload o avrà visto qualche video in streaming su Megavideo. Megaporn è (o meglio era) indicato per un pubblico adulto.


Questi 3 nomi erano famosi per il web per servizi che erogavano gratuitamente come la condivisione in rete di file tramite il download o visione in streaming di filmati.

E bene, questi servizi erano utilizzati da utenti per la condivisione di materiale pirata o visione di materiale pirata.

Servizi pensati per sfruttare tutta la velocità della propria linea ADSL che dava un netto taglio con il passato quando si aspettava ore e ore per scaricare un file con eMule.

Il fenomeno ormai era sotto gli occhi di tutti.

Un sistema che addirittura premiava chi condivideva file di grosso interesse cioè che venivano scaricati molte volte.

E così l'FBI ha dato un taglio definitivo alla spina.

60 anni di carcere rischiano 7 individui e 2 società collegate (Megaupload Limited e Vestor Limited).
Cospirazione a scopo di racket, cospirazione a scopo di violazione di copyright, cospirazione a scopo riciclaggio di denaro sporco e infine violazione criminale del copyright.


Accuse pesanti insomma.


Chi trema di più è  Kim Dotcom (aka Kim Schmitz e Kim TimJim Vestor), trentasettenne residente a Hong Kong e in Nuova Zelanda, capo del gruppo già in manette.



Essendo un blog voglio condurre ad una riflessione il lettore di questo articolo.


60 anni, almeno in Italia, non li danno nemmeno a chi ammazza una persona. Tra buona condotta, pentimenti e collaborazioni con la giustizia, si vedono quasi ogni giorno sentenze da far mettere mani nei capelli, con pene che si riducono a 10-15 anni di carcere.


Toccate gli interessi dei pochi ed ecco come le autorità si muovono.


Per quanto riguarda Megaupload, c'è gente che aveva sui loro server dati importanti.
Questi servizi bene o male erano nati proprio con l'intento di offrire un punto di appoggio per chi volesse condividere con gli altri propri lavori, appunti e altro.


Ora queste persone non si ritrovano più niente e c'è gente che aveva pagato anche abbonamenti premium per evitare tempi di attesa o usufruire di altre caratteristiche opzionali.


Inoltre è da sottolineare che servizi simili a Megaupload ce ne sono molti.


Se l'FBI fosse intenzionata a proseguire l'ennesima battaglia nel nome del copyright allora dovrebbe chiudere tutti i siti che offrono servizi simili a Megaupload.


PuntoInformatica è contro la pirateria. Pensiamo che il lavoro che c'è dietro ad ogni opera è frutto dell'ingegno di persone che usano ore e ore della propria vita cercando di dare il massimo per realizzarla.


Ma non si può nemmeno accettare che da un giorno all'altro venga chiuso un sito con milioni se non addirittura miliardi di file dove molte persone avevano magari file importanti e che ora non possono più recuperare.


Vi terremo aggiornati su questa nuova crociata contro la pirateria.

Grazie per la lettura. Alla prossima.




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